Che cos’è il crimine informatico? I 10 esempi più terribili

Di Tibor Moes / Aggiornato: Maggio 2023

Che cos'è il crimine informatico? I 10 esempi più terribili

Il crimine informatico rappresenta una minaccia significativa e crescente nel nostro mondo digitalmente interconnesso, con conseguenze devastanti su individui, aziende e governi.

Questo articolo approfondisce i dieci attacchi informatici più catastrofici della storia, offrendo statistiche e analisi approfondite per comprenderne la portata e l’impatto.

Crimini informatici significato: Il crimine informatico è qualsiasi attività criminale che coinvolge un computer. Il computer può essere l’obiettivo del crimine o il suo strumento.

  • Virus ILOVEYOU (2000): Un worm informatico che si è diffuso rapidamente attraverso gli allegati di posta elettronica. Ha infettato oltre dieci milioni di PC Windows, causando guasti diffusi al sistema.
  • Worm Code Red (2001): Questo worm sfruttava le vulnerabilità dei server web, infettando oltre 359.000 sistemi in meno di 14 ore e causando danni superiori a 2 miliardi di dollari.
  • Worm MyDoom (2004): Considerato uno dei peggiori virus di sempre, MyDoom ha causato danni per 38 miliardi di dollari e ha infettato circa 50 milioni di computer in tutto il mondo.
  • Zeus Trojan Horse (2007): Un Trojan che ha compromesso oltre 74.000 account FTP, compresi quelli di importanti aziende, consentendo un ampio furto di dati.
  • Worm Conficker (2008): Questo worm ha infettato da 9 a 15 milioni di computer, sfruttando le vulnerabilità di Windows per propagarsi.
  • Verme Stuxnet (2010): Una sofisticata arma informatica che ha rovinato quasi un quinto delle centrifughe nucleari iraniane e ha infettato oltre 200.000 computer.
  • Violazione dei dati di Home Depot (2014): Una massiccia violazione della sicurezza del commercio al dettaglio, che ha portato al furto di 56 milioni di numeri di carte di credito e di debito dei clienti.
  • Attacco ransomware WannaCry (2017): Una campagna globale di ransomware che ha infettato circa 200.000 computer in 150 Paesi, con perdite finanziarie che hanno potenzialmente raggiunto i 4 miliardi di dollari.
  • Attacco NotPetya (2017): Inizialmente rivolto all’Ucraina, questo attacco si è diffuso a livello globale, causando danni per oltre 10 miliardi di dollari.
  • Violazione dei dati di Equifax (2017): Una massiccia violazione dei dati che ha esposto le informazioni personali di circa 147 milioni di persone, evidenziando significative vulnerabilità nella protezione dei dati.

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Esempi di crimine informatico

1. Virus ILOVEYOU (2000)

Nei primi giorni del nuovo millennio, è emersa una minaccia digitale nota come virus ILOVEYOU, che ha portato scompiglio su una scala mai vista prima nel regno del crimine informatico. Nato il 5 maggio 2000, questo astuto worm informatico si è infiltrato in oltre dieci milioni di PC Windows in tutto il mondo.

Il virus, ingannevolmente semplice nella sua esecuzione, si è diffuso rapidamente attraverso le e-mail, attirando gli utenti ignari con la promessa di un messaggio affettuoso.

Come riportato da Wired, questo virus non è stato solo un fastidio passeggero, ma un fattore di disturbo significativo, che ha causato guasti diffusi al sistema e perdita di dati, segnando una nuova era nella vulnerabilità del personal computing.

2. Codice Rosso Worm (2001)

Appena un anno dopo l’incidente ILOVEYOU, il mondo digitale ha incontrato un altro formidabile avversario: il worm Code Red. Questo codice maligno, scoperto nel luglio 2001, ha dimostrato un’efficienza allarmante, infettando più di 359.000 sistemi in meno di 14 ore.

Come dettagliato in un caso di studio su ResearchGate, l’impatto di Code Red è stato di vasta portata e costoso. Con una stima sconcertante dei danni di oltre 2 miliardi di dollari, il worm ha evidenziato le crescenti ripercussioni economiche dei cyber-attacchi.

Sfruttava le vulnerabilità dei server web, trasformandoli in agenti del caos che si moltiplicavano e si diffondevano in Internet a un ritmo sorprendente.

3. Verme di MyDoom (2004)

Nel 2004, il mondo informatico è stato scosso dalla comparsa del worm MyDoom, una minaccia che si è rapidamente affermata come uno dei virus più distruttivi dell’epoca.

NordVPN riferisce che MyDoom ha inflitto danni per ben 38 miliardi di dollari, una cifra che sottolinea l’immenso impatto economico di questa piaga digitale. La portata del worm è stata vasta e indiscriminata, infettando circa 50 milioni di computer a livello globale.

Il suo metodo di propagazione, principalmente attraverso le e-mail, ha sfruttato la curiosità e la negligenza umana, permettendogli di diffondersi a una velocità fenomenale. MyDoom non è stato solo una minaccia tecnologica, ma anche un chiaro promemoria della fragilità dell’infrastruttura digitale di fronte a un software maligno ben realizzato.

4. Zeus Cavallo di Troia (2007)

Il cavallo di Troia Zeus, identificato per la prima volta nel 2007, ha segnato un nuovo capitolo della criminalità informatica, caratterizzato da attacchi sofisticati a dati finanziari e personali.

Una scoperta del 2009, come riportato in un articolo archiviato di The Tech Herald, ha rivelato che Zeus aveva compromesso oltre 74.000 account FTP su numerosi siti web di alto profilo, tra cui quelli di Bank of America, NASA e Amazon. Questo cavallo di Troia non si è limitato a violare i sistemi, ma si è infiltrato con una precisione che ha permesso ai criminali informatici di sottrarre un tesoro di informazioni sensibili.

La rivelazione di un’infiltrazione così estesa nei siti web di aziende importanti come Oracle e Cisco ha messo in evidenza non solo l’abilità tecnica degli aggressori, ma anche le allarmanti vulnerabilità dei sistemi a cui affidiamo i nostri dati più sensibili.

5. Verme Conficker (2008)

Nel 2008, il mondo digitale ha dovuto affrontare il worm Conficker, una minaccia informatica formidabile che ha esemplificato la crescente sofisticazione del malware.

Secondo Wikipedia, nel gennaio 2009, Conficker si era radicato in un numero impressionante di sistemi, con stime che vanno da 9 milioni a 15 milioni di computer infetti. Questo worm non era solo prolifico nella sua diffusione; era anche insidiosamente versatile, sfruttando le vulnerabilità nei sistemi operativi Windows e poi utilizzando le reti per propagarsi ulteriormente.

La portata dell’infezione ha evidenziato la necessità critica di misure di cybersecurity robuste, in quanto la capacità di Conficker di disattivare i servizi di sicurezza e di eludere il rilevamento lo ha reso un avversario formidabile nel panorama in evoluzione delle minacce digitali.

6. Verme Stuxnet (2010)

Due anni dopo Conficker, il panorama informatico ha assistito alla comparsa di Stuxnet, un worm di una sofisticatezza e precisione senza precedenti.

Come dettagliato in un rapporto archiviato di MAC Solutions, l’impatto di Stuxnet è stato specifico ma catastrofico: ha rovinato quasi un quinto delle centrifughe nucleari iraniane prendendo di mira i sistemi di controllo industriali. Il worm ha infettato oltre 200.000 computer, ma il suo effetto più agghiacciante è stato il degrado fisico che ha causato a 1.000 macchine.

Stuxnet ha rappresentato una nuova frontiera della guerra informatica, in cui gli strumenti digitali sono stati utilizzati per causare danni tangibili e reali. Questo attacco informatico non si limitava a rubare dati o a provocare interruzioni; si trattava di esercitare l’abilità digitale per esercitare il controllo su infrastrutture fisiche critiche.

7. Violazione dei dati di Home Depot (2014)

La violazione dei dati di Home Depot del 2014 è un chiaro promemoria delle vulnerabilità insite nella cybersicurezza del commercio al dettaglio. In un rapporto completo di Krebs on Security, è stato rivelato che circa 56 milioni di numeri di carte di debito e di credito sono stati rubati ai clienti di Home Depot nell’arco di cinque mesi, da aprile a settembre 2014.

Questa violazione non è stata solo una sconcertante violazione della fiducia dei clienti; ha sottolineato la crescente sofisticazione dei criminali informatici nel prendere di mira i sistemi dei punti vendita. Essendo una delle più grandi violazioni di dati nella storia del commercio al dettaglio, l’incidente di Home Depot ha messo in evidenza la necessità critica di protocolli di sicurezza rafforzati e ha sollevato serie preoccupazioni sulla sicurezza dei dati dei consumatori in un panorama di acquisti sempre più digitale.

8. Attacco Ransomware WannaCry (2017)

Il 2017 è stato testimone di uno dei cyberattacchi più diffusi e devastanti della storia: la campagna ransomware WannaCry. L’Europol ha descritto la portata di questo attacco come senza precedenti, con circa 200.000 computer infettati in 150 Paesi, come riportato da BBC News e CBS News.

Le ricadute economiche e finanziarie di WannaCry sono state colossali, con stime che indicano perdite fino a 4 miliardi di dollari. Questo attacco informatico non si è limitato a bloccare gli utenti e a chiedere un riscatto; ha paralizzato i servizi essenziali, tra cui ospedali, banche e sistemi di trasporto.

La portata globale e il grave impatto di WannaCry sono serviti come campanello d’allarme sul potenziale distruttivo delle minacce digitali in un mondo altamente interconnesso.

9. NotPetya (2017)

Negli annali della guerra informatica, NotPetya si distingue per la sua pura distruttività. Non si è trattato di un malware qualsiasi, ma di un incendio digitale, incontenibile e indiscriminato.

Nel 2017, Wired.com ha dipinto un quadro desolante delle conseguenze, riferendo che NotPetya ha causato un danno globale astronomico di 10 miliardi di dollari. Questa cifra sconcertante sottolinea l’impatto catastrofico che NotPetya ha avuto sulle aziende e sui governi di tutto il mondo. Non si è limitato ad attraversare i confini, ma li ha abbattuti, lasciando una scia di rovina finanziaria che si è riverberata nell’economia globale.

NotPetya è stato più di un campanello d’allarme; è stata una mazzata all’illusione della sicurezza digitale, dimostrando che nel regno cibernetico, il potenziale di caos è sempre a portata di click.

10. Violazione Equifax (2017)

Arriviamo al 2017 e ci imbattiamo nella famigerata violazione di Equifax. Equifax, una delle principali agenzie di informazioni creditizie, ha subito una massiccia violazione che ha messo a nudo i dati personali di circa 147 milioni di persone. Per capire la portata di questa situazione, immaginiamo che quasi la metà della popolazione degli Stati Uniti abbia i propri dati sensibili, come numeri di previdenza sociale, date di nascita e indirizzi, esposti a entità sconosciute.

Questa violazione ha ricordato in modo sorprendente la vulnerabilità delle informazioni finanziarie personali e le conseguenze catastrofiche di una mancata protezione. L’incidente di Equifax ha evidenziato la necessità di misure di sicurezza solide per proteggere i dati sensibili dei consumatori e l’impatto di vasta portata che tali mancanze di sicurezza possono avere sugli individui e sull’economia.

Conclusione

I dieci cyberattacchi che abbiamo analizzato in questo articolo, dal virus ILOVEYOU alla violazione dei dati di Equifax, illustrano la natura in continua evoluzione e sempre più sofisticata delle minacce informatiche. Questi incidenti non solo hanno provocato perdite economiche significative, ma hanno anche evidenziato la vulnerabilità dei dati personali, aziendali e governativi. La portata e l’impatto di questi attacchi sottolineano la necessità cruciale di vigilare e di adottare misure proattive nel regno digitale.

Alla luce di queste minacce, l’importanza di una solida sicurezza informatica non può essere sopravvalutata. Investire in soluzioni di cybersecurity affidabili di marchi fidati come Norton, Avast, TotalAV, Bitdefender, McAfee, Panda e Avira è fondamentale. Questi fornitori offrono funzioni di protezione avanzate che proteggono dalle altre minacce informatiche.

Questi strumenti forniscono meccanismi di difesa cruciali contro malware, ransomware e altre minacce informatiche, assicurando che i suoi dati rimangano al sicuro e che la sua esperienza digitale non subisca interruzioni. In un mondo in cui il crimine informatico è una sfida persistente e in continua evoluzione, dotare il suo sistema di un software antivirus efficace è un passo fondamentale per salvaguardare la sua vita digitale.

Fonti

  1. Wired.com
  2. Researchgate.net
  3. Nordvpn.com
  4. Thetechherald.com
  5. MAC-solutions.net
  6. Krebsonsecurity.com
  7. BBC.com
  8. CBSnews.com
  9. Wired.com
  10. Fortune.com

 

Autore: Tibor Moes

Autore: Tibor Moes

Fondatore e capo redattore di SoftwareLab

Tibor ha testato 39 antivirus e 30 VPN, e ha studiato cybersecurity all'Università di Stanford.

Utilizza Norton per proteggere i suoi dispositivi, CyberGhost per la sua privacy e Dashlane per le sue password.

Può trovarlo su LinkedIn o contattarlo qui.